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Roma - (Adnkronos/Ign) - Il Capo dello Stato a proposito del suo 'bis' al Quirinale: "Il mio sì per continuità istituzionale". E a proposito dell'esecutivo: "Ora riforme concordate, ma l'alleanza è a termine"
Napolitano:
Roma, 9 giu. (Adnkronos/Ign) - "Il problema è far vivere il governo per una esigenza minima di stabilità istituzionale e di sopravvivenza delle istituzioni e del Paese. Poi ognuno riprenderà la sua strada". Così Giorgio Napolitano nel video colloquio con Eugenio Scalfari a 'Repubblica delle idee'. "Vedo serpeggiare la preoccupazione che il governo possa durare troppo o per l'eternità. Francamente sono un po' sbalordito". Le riforme devono essere "concordate", "fermo restando che poi una alleanza politica è sempre a termine, in modo particolare quando è eccezionale come quella attuale". "Sono un tenace assertore della necessità che su alcuni terreni fondamentali gli opposti schieramenti esprimano un impegno comune, come sulle regole e sulle riforme istituzionali".Sulle riforme non si può procedere se "ognuno sventola la sua bandiera".
 
Il bis al Quirinale? ''Ho detto di sì per senso delle istituzioni, perché ho ritenuto si dovesse salvaguardare la continuità istituzionale'', aggiungendo che nel ripetersi delle fumate nere per l'elezione del Capo dello Stato era chiaro ''il senso dell'impotenza parlamentare e istituzionale''. Napolitano ha poi aperto una parentesi sulla sua esperienza da parlamentare che suona come una bacchettata al Parlamento attuale. "Tanto per ricordarlo ai giovani, la Camera lavorava dal lunedì al venerdì. Non lavorava un giorno e mezzo o due giorni e mezzo a settimana". "Io vengo eletto in Parlamento giovanissimo e mi immergo nell'attività parlamentare", ha ricordato il capo dello Stato. "C'erano due, forse tre mattinate intere dedicate alle commissioni e non c'era aula, che era il pomeriggio. Passavamo ore e ore a farci le ossa in commissione. Io sentii molto l'impegno istituzionale, anche facendo quella gavetta e quel percorso".
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