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Cambiare il potere normativo, equilibrare pesi e contrappesi del nuovo sistema regionale. Un tema enorme dopo la cancellazione delle nuove Province e i commissariamenti operati dalla giunta Cappellacci.

 

Province maggiornaza senza accordo

Un tema su cui l’accordo è lontano anche nella stessa maggioranza. Così, ieri, in Consiglio, c’è stata la discussione del testo unificato sul riordino delle province e poi la decisione di rinviare a martedì 16. Che cosa accadrà? Molto probabilmente il testo sarà stravolto da una serie di emendamenti sostitutivi. Sulla decisione, a parte i commissariamenti che per il centrosinistra equivalgono a un piccolo golpe della maggioranza, ha influito il disegno di legge presentato dal governo Letta per portare avanti l’abolizione degli enti intermedi decisa a suo tempo da Monti ma con uno strumento inidoneo, il decreto legge. Il relatore di maggioranza, Michele Cossa, aveva spiegato in apertura di seduta che il testo unificato era frutto di una lunga discussione e faceva sintesi delle differenti sensibilità. Due le necessità, secondo Cossa: dare corso alla scelta dei sardi con i referendum e poi creare un quadro istituzionale. E’ evidentemente su questo punto che sono nate le divergenze. Gian Valerio Sanna, relatore di minoranza, ha spiegato che non si può tacere sul fatto che il consiglio regionale e la giunta si siano macchiati, con il commissariamento delle province, «di abuso di potere. Noi possiamo disporre solo nei limiti assegnati dalla Costituzione. Il provvedimento è ricattatorio e illegittimo». Un governo regionale – a giudizio di Gian Valero Sanna – non si può esprimere contro la Costituzione. E per questo il consigliere regionale del Pd ha fatto appello ai consiglieri provinciali: «Continuate a riunirvi, continuate a lavorare perché sulla base della sentenza costituzionale sarà riconosciuta l’illegittimità del provvedimento approvato dal Consiglio». Dall’opposizione è giunta anche la mano tesa per una collaborazione sull’intesa da raggiungere: «Rimandate il provvedimento in commissione e ritirate i commissariamenti», ha detto il capogruppo del Pd, Giampaolo Diana. Ci aveva provato anche Efisio Arbau (Sardegna già domani) a chiedere una sospensiva per rimandare il testo in commissione; ipotesi respinta. Nei prossimi giorni ci sarà un vertice di maggioranza per cercare di risolvere il problema dell’eliminazione delle Province con un quadro certo. I riformatori non hanno gradito lo slittamento dei lavori: «Il Pd fa melina – ripete Cossa – il centrosinistra vuole conservare le Province abolite dai sardi, con tutto il sottobosco. Durante l’esame del testo – prosegue Cossa – abbiamo solo sentito insulti e difese dell’indifendibile». E mentre la Provincia di Cagliari ricorreva al Tar, i sindacati chiedevano certezze per i lavoratori. Cgil, Cisl e Uil hanno organizzato un presidio davanti al Consiglio regionale. Ma questo è un altro aspetto controverso: tutti i partiti assicurano che nessun lavoratore delle Province perderà il posto.

Fonte Articolo: La Nuova Sardegna

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