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Riformatori Sardi: la ricetta anti-burocrazia

Risposte ai cittadini in un mese, la ricetta anti burocrazia

Riformatori Sardi: la ricetta anti-burocrazia  Risposte ai cittadini in un mese, la ricetta anti burocrazia

 

 

Trenta giorni per una risposta, poi vale il silenzio-assenso. Per le amministrazioni è ammessa una sola proroga: pratiche edilizie, certificati medici, e tutte le richieste a enti o agenzie (escluso quelle su temi urbanistici, poiché regolate da leggi specifiche) sono finite sotto la lente dei Riformatori. L'obiettivo è facilitare la vita ai cittadini, costretti ad aspettare mesi anche sui quesiti più semplici (come un parere sanitario), stritolati da decine di passaggi tecnici e procedure cervellotiche.
LA PROPOSTA I Riformatori scelgono i portici del Consiglio regionale per presentare la loro proposta di legge rottama-burocrazia, la prima di cinque iniziative per “Cambiare la Regione”: «Oggi è difficile chiedere un'autorizzazione», ha spiegato il coordinatore Michele Cossa, «per non dire un parere. Le domande si accatastano negli uffici, spesso restando senza risposta. E il rischio per chi ha un'azienda è dover chiudere, minando così il sistema economico». I Riformatori dicono basta. La proposta di legge, che guarda già alla prossima legislatura, è rivolta non soltanto alla Regione (con enti e agenzie collegate) e ai Comuni.
L'AVVERTIMENTO «Questa iniziativa è base e discrimine per le prossime alleanze politiche in vista delle Regionali», ha detto il primo firmatario Franco Meloni. «Vorremmo fosse di stimolo alle amministrazioni per essere più efficienti. Vorremmo che tutto ciò che gli enti richiedono al cittadino sia ciò che viene indicato dalle norme e che non debbano essere, invece, richiesti documenti che sono già nella disponibilità delle amministrazioni». Un messaggio rivolto soprattutto alle imprese e alle eventuali possibilità di creare posti di lavoro. «Siamo in un deserto di macerie», ha detto Cossa, «con i giovani che scappano. La burocrazia sta scoraggiando gli imprenditori, creando danni incalcolabili in una situazione generale già di per sé sfavorevole. Bisogna liberarsi di questa palla al piede». Concetto ribadito dal deputato Pierpaolo Vargiu: «Si dia ai nostri figli almeno la possibilità di scegliere se restare o andare via dall'Isola».
L'OBIETTIVO Cercando però di migliorare l'esistente: «Nel Canton Ticino», ha spiegato il capogruppo in Consiglio regionale Attilio Dedoni, «per gli imprenditori che hanno un'idea è tutto pronto in due settimane. Perché in Italia e in Sardegna non deve essere così?». Per il consigliere Sergio Pisano la legge consentirebbe anche «un risparmio sui costi».
PROVINCE A margine della presentazione Cossa ha ricordato che la proposta di legge sulle Province non è stata ancora portata in commissione Autonomia: «È stato perso altro tempo, non l'abbiamo presa bene». È un altro avvertimento per gli alleati? Chissà.
Lorenzo Piras
Fonte Articolo: www.labarbagia.net

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