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«Pensiamo alle cose da fare, non ai nomi». Frase fatta in poltichese, pronunciata in mezzo alla tempesta di insulti che ha sconvolto il centrodestra di questi giorni vuol dire: smettiamola di farci male, parliamoci in faccia. «Seduti attorno a un tavolo gli uni davanti agli altri». A cominciare da Pili e Cappellacci. E le primarie? «D'accordo ma bisogna discuterne con Berlusconi».

Cicu mediatore tra le anime del Pdl


In queste settimane Salvatore Cicu ha rispolverato la chitarra, passione di gioventù trascurata per la carriera di parlamentare di lungo corso. E coi nervi rilassati dalla musica (e il linguaggio felpato del suo dna democristiano) ora indossa i panni del pacificatore nella guerra del Pdl. «Non possiamo dividerci in una contrapposizione sui nomi fine a se stessa. Questo, semmai, è un patrimonio del centrosinistra, diviso tra litigi e correnti».
Il Pdl sardo però non scherza...
«La Sardegna non è più in grado di accettare incomprensibili rissosità su incarichi o posizioni di potere. Bisogna ripartire da un progetto politico di lunga prospettiva, dalla centralità dei sardi e delle risorse della nostra Isola»
E quindi?
«Ogni candidatura nasce sempre dalla proposizione di un progetto, non da un accordo sui nomi».
Pili o Cappellacci?
«In questi giorni sto lavorando a una mediazione politica, un'interlocuzione aperta fra il livello regionale e le indicazioni nazionali. L'obiettivo è quello di aprire un tavolo politico nuovo, dove ogni risorsa del Pdl, e ogni risorsa del centrodestra, possano sedersi costruttivamente, e in termini propositivi, gli uni di fronte agli altri, nell'ottica di un dialogo e di una compartecipazione progettuale».
Cosa vuol dire?
«Il centrodestra ha avuto due meriti importanti in questi anni. Prima di tutto ha governato per un intero mandato garantendo stabilità alla Regione. Il secondo ha costruito un laboratorio politico liberale, moderato cattolico e riformatore, in cui hanno convissuto anime e tradizioni di provenienze plurali, capaci ogni volta di fare sintesi. Un equilibrio che va recuperato come valore positivo, da rafforzare e rilanciare nelle prossime elezioni regionali».
In parole semplici via libera a Cappellacci ricandidato.
«Per ora dico questo: ogni partito, ogni uomo e ogni donna della nostra coalizione sono una ricchezza da cui ripartire, per dare continuità ad un percorso già inoltrato in questi cinque anni, per migliorarlo».
Ma non ci saranno troppe primedonne?
«Ogni tentazione di disperdere su percorsi individuali le proprie risorse va riconciliata su posizioni di nuova sintesi, facendo chiarezza sui ruoli di ognuno».
Messaggio a Pili che molti danno in libera uscita dal Pdl.
«Per quanto mi riguarda, Pili è una risorsa del centrodestra e del Pdl. Ma credo che tutte le risorse devono riversare il loro contributo su un progetto comune condiviso nell'interesse dei sardi. Però a questo punto la parola chiave non può che essere questa: chiarezza. È un appello anche a chi oggi si sente distante da questa posizione. Perché ognuno rappresenta un valore aggiunto speciale»
Le primarie proposte da Cappellacci sono tramontate?
«Sono sempre stato d'accordo. Penso che in passato abbiamo fatto male a non coinvolgere il nostro elettorato, trascurando l'effetto-mobilitazione di cui ha sempre beneficiato il centrosinistra. Ma non mi nascondo che un passaggio come questo, così innovativo, va prima discusso al nostro interno».
Con Berlusconi.
«L'ho visto una ventina di giorni fa. Malgrado il momento difficile che sta attraversando è determinato ad andare avanti. La Sardegna è una terra che ama e nei prossimi giorni riparleremo delle nostre regionali».
Antonio Martis

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