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Contro il Porcellum e il "porcellinum" (l'ipotesi di nuova legge elettorale) hanno arrostito un vero e proprio porchetto sardo in piazza del Pantheon. I Riformatori sardi hanno aperto ieri a Roma il "No Porcellum-Day".

No Porcellum

Si tratta della manifestazione nazionale per chiedere lo stop alla contestata norma che disciplina la chiamata alle urne promuovendo i candidati scelti direttamente dai partiti e non dagli elettori. Il maialetto, i Riformatori, lo hanno non solo cotto, ma anche mangiato. Una iniziativa che ha richiamato l'attenzione di centinaia di romani e di turisti in una delle piazze più frequentate della Capitale.

"Gli italiani non accetteranno l'ennesimo pasticcio - dice il coordinatore regionale del partito Michele Cossa - non accetteranno una legge elettorale che in realtà è un Porcellum geneticamente modificato ma che Porcellum rimane. Perché l'unico modo per evitare queste larghe intese è di avere una legge chiara: preferibilmente maggioritaria e uninominale, dove gli elettori scelgano direttamente chi li deve andare a governare e chi deve sedere in Parlamento". No alle liste bloccate: "Fanno comodo solo ai vertici dei partiti - chiarisce ancora il vice presidente del Consiglio regionale - che in questo modo possono portare a Roma schiere di fedelissimi che non fanno gli interessi degli elettori ma solo di chi li ha nominati".

All'attacco anche il deputato dei Riformatori Pierpaolo Vargiu. "Abbiamo manifestato contro l'attuale legge elettorale e simbolicamente arrostito un vero porceddu sardo come liberazione dalla porcata nazionale - spiega il presidente della Commissione Affari sociali della Camera - Avevamo invitato anche il senatore Calderoli a fare a pezzi il Porcellum con noi, sarebbe stato il nostro ospite d'onore, lui che non è particolarmente affezionato alla creatura di sua paternità. La politica deve davvero rimangiarsi con un boccone solo, prima possibile, una legge assai meno commestibile del nostro maialetto".

Fonte Articolo:unionesarda.it

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