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Regionali-lampo. Entro il 10 gennaio le liste

 

Verso le Regionali

La Sardegna va alle urne domenica 16 febbraio per scegliere il nuovo governatore. Così ha deciso il presidente uscente (e ricandidato) Ugo Cappellacci al termine del vertice a Villa Devoto con la sua maggioranza. La mossa è certamente a sorpresa, visto che la data più probabile sembrava quella del 2 marzo.

Se ci sia qualcosa di scaramantico, non è dato saperlo. Ma il 16 febbraio del 2009 – ed era un lunedì – Cappellacci vinse le precedenti Regionali sconfiggendo Renato Soru. In pochi mesi – col sostegno costante di Silvio Berlusconi – il pressoché sconosciuto commercialista (dello stesso Berlusconi) era diventato il governatore della Sardegna.

Adesso comincia il conto alla rovescia. Perché il decreto firmato stasera da Cappellacci per indire le elezioni il 16 febbraio ha validità dal giorno in cui viene pubblicato sul Bollettino ufficiale della Sardegna. Ciò, presumibilmente, succederà lunedì, e da quel momento scatterà il termine per la presentazione dei simboli e delle liste, a cui andranno allegate le firme.

Franco Marras, il responsabile dell’Organizzazione Pd, grande esperto di procedura elettorale, spiega i tempi: “Considerato che lunedì è 30, i partiti avranno quattro giorni di tempo per depositare i simboli in Corte d’Appello. Ovvero, dovranno farlo entro il 3 gennaio. Invece, le liste andranno presentate entro l’undicesimo giorno, cioè l’10 gennaio. Entro il 12, infine, sempre in Tribunale dovranno essere protocollate le candidature degli aspiranti governatori”.

Ci sono poi le firme: “Devono raccoglierle solo le forze politiche non rappresentate nel Consiglio regionale (quindi Sardegna Possibile, il Movimento 5 Stelle, Malu Entu e Fronte indipendentista unidu). Ne servono - spiega ancora Marras – non meno di 500 e non più di mille nei collegi sotto i 500mila abitanti. E sono in questa soglia demografica tutte le province sarde ad eccezione di Cagliari, dove le liste andranno sottoscritte da almeno mille elettori, fino a un massimo di 1.500.

Le scadenze elettorali s’intrecciano con quelle giudiziarie. Il 13 gennaio, quindi un giorno dopo la chiusura della procedura elettorale, il gup Roberta Ornano deve decidere sulla condanna di Cappellacci, accusato di bancarotta per il crac della municipalizzata carlofortina, dove il presidente è stato un componente del Cda. Il pm Giangiacomo Pilia ha chiesto tre anni di reclusione.

Marras, tuttavia, non lega alla sentenza la decisione di Cappellacci di anticipare le elezioni. “Nel centrodestra – sottolinea – processo più processo meno non fa differenza, non è sufficiente a smuovere le coscienze”. Marras, semmai, dà un’altra lettura: “Quella del governatore uscente è solo la mossa disperata di chi sente franare la terra sotto i propri piedi e cerca di accorciare i tempi nella speranza di trovare impreparati gli avversari”.

Il dirigente del Pd non la manda a dire: “Sappia Cappellacci che il centrosinistra è prontissimo, da domani mattina. Non abbiamo dubbi sul fatto che i sardi decideranno di togliere al centrodestra il governo dell’Isola, dopo questi anni fallimentari”.

Fonte Articolo - Alessandra Carta  - http://www.sardiniapost.it/

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