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Blitz antidroga, arrestato a Nuoro l'ex bandito Graziano MesinaArrestato Mesina

Nuoro, 10 giu. (Adnkronos) - Eroina, cocaina, marijuana, armi comuni e da guerra ed un possibile sequestro di persona. Stamani i carabinieri del Reparto operativo del comando provinciale di Nuoro, coadiuvati dai colleghi di Reggio Calabria, Milano, Cagliari, Sassari, Oristano, del comando territoriale di Olbia, dai Cacciatori di Sardegna e dal X Nucleo elicotteri di Olbia, hanno arrestato 26 persone, 21 in carcere, di cui due emesse dalla Procura di Nuoro, e 5 ai domiciliari, nei confronti degli appartenenti a due associazioni dedite, in misura prevalente, al traffico di stupefacenti, una gravitante nella provincia di Cagliari e l'altra nella provincia di Nuoro, nonché di altri soggetti a loro collegati.

Il leader dell'organizzazione più perniciosa, radicata nella provincia di Nuoro, è Graziano Mesina, tra i più famosi banditi sardi del dopoguerra.

Il 71enne ha reagito con la solita calma quando stamani alle 4 del mattino i carabinieri del Nucleo Operativo di Nuoro sono andati a prenderlo nella sua casa ad Orgosolo (Nu). ''Non ha opposto alcuna resistenza ed ha avuto un atteggiamento estremamente mite'', riferisce all'Adnkronos il comandante dei carabinieri di Nuoro, il colonnello Vincenzo Bono.

L'organizzazione ha dato prova di essere particolarmente pericolosa e spregiudicata non esitando ad operare anche in contesti non familiari e di cui sicuramente non aveva il controllo come il quartiere di Sant'Elia a Cagliari e organizzando, nell'isola e fuori, altre attività delittuose quali furti, rapine e sequestri di persona, tutti progetti scongiurati anche grazie alle attivazioni concordate con la Dda di Cagliari e sventate dai carabinieri di Nuoro nei comandi territoriali.

In tutte queste occasioni il ruolo di Mesina è sempre stato centrale: infatti, non solo ogni iniziativa o decisione è sempre stata sottoposta alla sua approvazione ma si è preoccupato persino di fare personalmente i sopralluoghi. La particolare aura di prestigio che attornia Mesina gli ha procacciato anche importanti contatti in quanto diverse persone, dell'isola e nel resto del Paese, si sono rivolte a lui per accomodare situazioni o agevolare la definizione di affari. Tali richieste e i conseguenti rapporti sono ora al vaglio del magistrato al fine di individuare e perseguire eventuali responsabilità penali.

La disarticolazione di questa associazione ha una notevole importanza poiché Mesina, cambiando comportamenti, modalità e tecniche ben note e sperimentate dalla criminalità organizzata della penisola ha costituito un sodalizio che avrebbe potuto rappresentare, in prospettiva, un pericoloso esempio ed un grave pericolo per la sicurezza dell'isola.

Mesina, nato ad Orgosolo il 4 aprile del 1924, dopo 40 anni di carcere, una lunga latitanza, numerose evasioni e oltre 10 anni di domiciliari, aveva ricevuto la grazia dal Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi il 25 novembre 2004.

Ad Orgosolo, dove viveva, faceva la guida turistica portando i turisti nelle zone del Supramonte di Orgosolo e dei paesi limitrofi, che ben conosceva sin da ragazzo. Luoghi impervi che lo hanno ospitato nel corso delle sue lunghe latitanze. Mesina tornò alla ribalta delle cronache quando fu scelto come mediatore per il sequestro del piccolo ismaelita Farouk Kassam, nel 1992, che fu vittima anche della mutilazione di un orecchio.

Farouk fu liberato il 10 luglio dello stesso anno, nella provinciale tra Orgosolo e Nuoro nel corso della notte, in circostanze mai chiarite. Per quel sequestro fu condannato 20 anni di carcere Matteo Boe, di Lula, altro protagonista della storia del banditismo sardo, e a 27 e 29 anni di carcere per Ciriaco Marras e Mario Asproni. Non fu mai chiarito chi fossero due dei quattro banditi che prelevarono Farouk nella casa della famiglia Kassam a Porto Cervo.

 

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