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Dopo anni di denunce arriva la decisione
PILI: ERA ORA, CONDANNATO IL MONOPOLIO SUI MARI
ORA REVOCA DELLE CONVENZIONI ALLA TIRRENIA
Luglio 2011: il governo vende la tirrenia agli armatori privati

“Sono passati due anni dalla mia denuncia in Parlamento e la richiesta di intervento dell’autorità garante ma alla fine la condanna è arrivata. Il monopolio nei mari della Sardegna era un dato di fatto e la decisione dell’autorità garante per la concorrenza conferma che siamo dinanzi ad un cartello che aveva e ha l’obiettivo di mettere in ginocchio la Sardegna. Di questa partita fa parte anche la Tirrenia che sottobanco e con artifizi di ogni genere ha portato a favorire il monopolio e il cartello.

Ora, dopo la condanna dei privati, bisogna andare oltre e revocare quelle convenzioni con la Cin perché illegittime e avvenute senza intesa con la regione Sardegna. Serve una gara per l’assegnazione dei contributi per la continuità territoriale.

Le decine di azioni parlamentari a partire dal novembre del 2011 e la reiterata segnalazione all’Antitrust sono state dunque decisive per questa condanna che restituisce certezza del diritto sulla continuità territoriale. Le multe sono poco rispetto al danno causato alla Sardegna ma sicuramente costituiscono un primo importante segnale per ripristinare la legalità sul trasporto marittimo. Ora la Tirrenia deve abbassare le tariffe, senza se e senza ma, e questi signorotti dei mari devo cessare di governare il trasporto pubblico come se fosse materia di speculazione e affari”.

Lo ha detto il deputato sardo Mauro Pili che per primo nel 2011 si era battuto e aveva chiesto al governo e all’autorità garante della concorrenza di intervenire sul cartello che si stava realizzando sulle rotte da e per la Sardegna.

“Ora devono essere ripristinate le tariffe antecedenti al cartello. Da subito senza perdere nemmeno un giorno altrimenti le sanzioni sarebbero assolutamente inutili se queste compagnie insieme alla Tirrenia dovessero continuare a fare cartello. Noi questo non lo consentiremo e continueremo la grande mobilitazioni di questi anni e di questi ultime settimane. La continuità territoriale non è un favore ma un diritto dei sardi e della Sardegna”.

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