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Imu e Iva, il Pdl non fa sconti. A Letta
Alfano ribadisce: «Il governo è legato al programma. Se non è realizzato non va avanti». Ministero dell’Economia al lavoro per trovare le coperture

Alfano ribadisce: «Il governo è legato al programma. Se non è realizzato non va avanti». Ministero dell’Economia al lavoro per trovare le coperture

I soldi per togliere l’Imu e abbassare l’Iva si possono trovare. Dunque Enrico Letta non pensi di violare i patti, altrimenti il governo va casa. Mentre Berlusconi resta in silenzio è il segretario Angelino Alfano il quale, per il secondo giorno consecutivo, si premura di mandare un avvertimento al premier: «Il destino del governo è legato al programma e se non è realizzato il governo non va avanti – ha scandito intervenendo al telefono durante il Festival del Lavoro a Fiuggi – Dobbiamo intervenire sulle tasse, sul cuneo fiscale e detassare le nuove assunzioni. Sono questioni fondamentali e, a partire dall'Iva, la nostra linea è evitare l'aumento della tassazione». Poi la rassicurazione sul capitolo processi che investono Silvio Berlusconi: «Sulla questione giudiziaria le nostre idee, del Pdl, sono fin troppo chiare, ma non le abbiamo poste come questione condizionante per il governo».

La linea è quella decisa da tempo dal Cavaliere che non vuole dare l’alibi alla sinistra di accusarlo di voler fare cadere l’esecutivo per vicende personali. Anche perché sa che non tutto il partito vedrebbe con favore una scelta così drastica legata solo alle vicende giudiziarie. Ma tutto il Pdl sarebbe invece schierato con lui se si trattasse di una crisi aperta per il mancato rispetto del programma economico. La minaccia dunque è seria e al ministero dell’Economia i tecnici stanno lavorando sui conti per trovare una via di uscita. Non aumentare l’Iva costa quattro miliardi l’anno, due se si rinvia di sei mesi. E quattro miliardi costa anche togliere l’Imu sulle prima case. In tutto otto miliardi, o sei, che da qualche parte il governo deve far saltare fuori. Ma per il momento le previsioni sono tutte negative: soldi per fare tutto non ci sono, hanno ribadito dal ministero. «Io sono convinto del contrario – ribatte Daniele Capezzone, presidente della commissione Finanze della Camera – Qui si tratta di trovare 6 miliardi su una spesa pubblica di 800 miliardi. Cosa le abbiamo fatte a fare le larghe intese se non si riesce neppure in questa impresa minima? Il punto è che all’Italia serve una scossa, non una minestrina, c’è bisogno di un’ondata di positività». Quello che non occorre, invece, è mettere una tassa in più per compensare una tassa in meno. Come – denuncia – starebbe tentando di fare il governo: «Se fossero confermate le anticipazioni giornalistiche delle ultime 36 ore, sarebbe sorprendente l'inserimento nell'ultima versione del decreto Fare di un aumento, sia pure contenuto, dell'aliquota dell'accisa su benzina e gasolio da carburante. E sarebbe paradossale se, proprio mentre si tenta, anche su impulso della commissione Finanze positivamente raccolto dal Governo, di dare respiro agli italiani rispetto alla morsa del fisco, le positive norme sulla riforma dei metodi di riscossione da parte di Equitalia, contestualmente si seguisse la solita strada degli inasprimenti della tassazione. Non è questa la via da percorrere: ma quella di coraggiosi tagli di spesa».

Il Pdl non è dunque disposto a trattare sui provvedimenti economici. E ieri, dopo le parole di Angelino Alfano è stato un fuoco di fila di tutti i parlamentari. Iniziando da Daniela Santanché: «Benissimo ha fatto il Pdl, attraverso la voce del segretario e vicepremier Alfano, a ribadire in maniera secca e decisa la propria volontà politica inequivocabile di staccare la spina a Letta qualora il patto sul programma di riforme e sull'emergenza economica venisse meno. Imu e Iva sono due punti irrinunciabili della nostra agenda politica e del programma di governo».
FONTE ARTICOLO_il tempo.it

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