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"Chi ha il coraggio di ridere è padrone del mondo" (G.L.)
Ridere? E’ meglio di una medicina: la storia di Norman Cousins
Crearsi (e creare) le condizioni per ridere con gusto sono uno dei modi per vivere non solo decisamente meglio ma concretamente più sani e più a lungo. Un'impressionante mole di dati a favore della risata forever sono raccolti in decine di studi ufficiali compiuti sistematicamente fin dagli anni 80 da medici e ospedali di tutto il mondo e questo ci fa considerare il ridere come una vera e propria medicina. La più buona, gratuita e... naturalmente divertente che ci sia. Insomma che ridere fa buon sangue è un'assoluta e propria verità. Gli straordinari miglioramenti apportati all'organismo umano sia immediati che per "accumulo" solo per il fatto di vivere con divertimento la vita, sono moltissimi e su tutti i livelli.

Ridere? E’ meglio di una medicina: la storia di Norman Cousins
Erano i primi anni ’70 quando a Norman Cousins, noto pacifista (medaglia della Pace delle Nazioni Unite nel 1971) e giornalista americano dell’epoca, venne diagnosticata una grave patologia al cuore (già affetto da una dolorosa malattia reumatica di origine autoimmune).

Per niente impressionato Cousins iniziò una ricerca personale iniziando ad approfondire l'effetto placebo che lo portò a considerare come vero perno di volta il potere dell' autosuggestione nella guarigione. D'accordo con il suo medico si fece dimettere dall'ospedale, continuò la cura farmacologica affiancando una massiccia dose di risate ovunque potesse trovarle. La sua personale cura giornaliera era fatta di film dei fratelli Marx, libri umoristici e tutto ciò che lo potesse divertire a più non posso. In 8 giorni i primi sorprendenti miglioramenti, dopo quattro mesi tornò a lavorare a pieno ritmo meravigliando ed euforizzando l'intero mondo razionale della scienza. In seguito a questa guarigione ebbe una laurea honoris causa avendo così quel riconoscimento scientifico che fu la base di ulteriori ricerche in ambito terapeutico.


Un'altra storia che ha convinto il mondo intero al concetto che "ridere fa miracoli!" (conosciuta dai più per il film con Robin Williams che racconta la sua storia) è quella di Hunter "Patch" Adams un medico che ha seguito la sua intuizione e la sua vocazione per guarire innanzitutto se stesso. Gravi problemi personali lo portarono alla depressione e dopo vari tentativi di suicidio a internarsi volutamente in un ospedale psichiatrico. Lì per merito di alcuni episodi e vissuti illuminanti realizzò quale fosse il suo migliore contributo alla qualità della vita di più esseri umani possibili. “Patch” Adams, reso celebre in tutto il mondo da un film che porta il suo nome interpretato da Robin Williams (Patch Adams, 1998) ha iniziato a formulare una teoria sulla felicità partendo dalla sua esperienza negativa.

Proprio partendo dalla sua sofferenza Adams ha intrapreso degli studi sui pazienti ricoverati in ospedale cercando di capire che cosa potesse dar loro gioia. Decise così di iscriversi alla facoltà universitaria di Medicina dove subì una forte delusione nel constatare che gli studenti erano costantemente incoraggiati a vivere un atteggiamento di distacco con il paziente. Adams cercò di ribaltare questa tendenza lottando perché la malattia e il paziente diventassero il punto centrale dell'attenzione dei medici. Con la consapevolezza che il riso porti degli enormi benefici agli ammalati Adams iniziò a girare per i reparti degli ospedali vestito da clown e il suo sogno prese pian piano forma: realizzare una casa-ospedale dove poter curare gratis i malati e adottare terapie alternative a quelle tradizionali basate sulla ricerca del benessere. È così che Adams, con la collaborazione di alcuni amici, riuscì a realizzare nel 1983 nelle montagne del West Virginia secondo quelli che erano stati da subito i suoi desideri: un ospedale e centro di salute gratuito concepito e organizzato come una casa accessibile a tutti dove le cure mediche sono integrate da attività ludiche.

"Patch" Adams punta a indurre un atteggiamento mentale positivo nelle persone che soffrono dimostrando come lo stato emotivo giochi un ruolo significativo nel decorso della malattia.

Andiamo a vedere brevemente cosa ci accade appena iniziamo a ridere (e più lo facciamo più moltiplichiamo questi risultati):

un'immediata ossigenazione del sangue e dell'elasticità del tessuto polmonare; stimolazione e aumento di anticorpi, endorfine, serotonina; neutralizzazione dello stress, dell'ansia e dell'agitazione; aumento dell'autostima e delle energie psichiche e generali; irrorazione ottimale degli organi interni (grazie al massaggio delle contrazioni addominali), della pelle e dei muscoli facciali; tonificazione generale della muscolatura e in particolare di quella dell'addome; una migliorata predisposizione ai rapporti sociali e una maggior sicurezza di noi stessi.


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