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CAGLIARI – Il Pd della Sardegna è sempre più nella burrasca, causa della candidatura di Francesca Barracciu a presidente della Regione, nonostante sia sotto inchiesta della magistratura per le note spese sui fondi ai partiti.

Barracciu

 

Francesca Barracciu sembra irremovibile:

“Non farò alcun passo indietro sulla mia candidatura, ho la legittimazione che viene dai 53 mila voti delle primarie, dal mio partito, dalla maggior parte dei partiti di centrosinistra e la serenità che mi viene dall’avere la coscienza a posto. Dunque, resto al mio posto”.

Ma due interventi di peso specifico politico elevato, nelle ultime ore, quello di Pippo Civati su Sardinia post.it e quello del commentatore sardo Vito Biolchini sul suo sito, hanno scaldato l’atmosfera, senza tenere molto in conto le parole della stessa Barracciu, che ha smentito tutto e ha confermato la sua determinazione a candidarsi: non ho fatto nulla di male, ha detto Francesca Barracciu, che ha giustificato i 33 mila euro contestatile dal magistrato inquirente Marco Cocco, che indaga sui rimborsi ai consiglieri regionali della Sardegna, come non ammissibili spese di benzina: erano spese chilometriche, sostiene di avere detto al magistrato inquirente, considerando per questo chiusa la vicenda.

Si diceva una volta: se non è zuppa è pan bagnato. Ma per Francesca Bardacciu, avere macinato chilometri per 33 mila euro di rimborsi è giusto e indiscutibile.

Il titolo al post di Vito Biolchini è lapidario:

“Ma se la Barracciu ha speso tutto in benzina perché il centrosinistra sardo è in riserva fissa (e rischia pure di sbrodare)?”

Segue il commento:

“Quindi ha speso tutto in benzina: va bene. Ha portato al magistrato anche le pezze giustificative: ok. Dice che adesso si sente anche “più serena”: siamo contenti per lei. Però da ieri a oggi per la politica sarda non è cambiato assolutamente nulla: perché l’eurodeputata del Pd Francesca Barracciu era e resta indagata per peculato aggravato nell’ambito dell’inchiesta ai fondi sui gruppi consiliari della Regione Sardegna.

“Barracciu ha vinto le primarie? Però è ancora indagata. E la sua uscita vera da questa inchiesta avverrà solo quando il magistrato archivierà la sua posizione. Quanto tempo ci vorrà? È un problema della Barracciu e non certo della magistratura. Alle elezioni regionali mancano meno di 90 giorni e immaginare di avere una candidata in questa posizione significa rischiare seriamente di riconsegnare alla destra la Regione.

“La situazione è sempre più incresciosa. La Barracciu avrà pure speso tutto in benzina (ma non poteva dirlo subito anziché far passare due mesi?) ma agli occhi degli elettori questa giustificazione rischia di sembrare una scusa esile esile. Perché c’è il giudizio della magistratura ma anche quello politico: e la gente oggi non è disponibile a perdonare gli sprechi dei politici.

“Ci vorrebbe uno slancio di responsabilità da parte degli esponenti sardi del Partito Democratico sardo (responsabilità che però non c’è). Risolverà tutto il prossimo segretario nazionale del Pd? E chi lo sa!

“Si naviga a vista, questa è la verità. Senza una candidatura forte, senza un progetto. La macchina della Barracciu ha il serbatoio sempre pieno: per andare dove non si sa”.

Pippo Civati, più forte dopo il dibattito in tv con Renzi e Cuperlo anche se destinato a non vincere le primarie, ha esortato il suo partito a

“decidere in fretta”.

Ha detto Pippo Civati:

“Se io fossi il segretario del Pd, lunedì chiederei un incontro a Francesca Barracciu per capire cosa è successo e penso che ci debba essere una riflessione da parte sua e del partito in Sardegna che, se ha una propria valutazione deve proporla all’opinione pubblica, ma non è il segretario da Roma a decidere”. Lo ha detto Pippo Civati, oggi a Cagliari alla vigilia delle primarie del Pd, sul caso della candidata alla presidenza della Regione Sardegna (vincitrice delle recenti primarie del centrosinistra), indagata con l’accusa di peculato insieme ad una cinquantina di consiglieri regionali sardi nelle due inchieste sull’uso dei fondi dei Gruppi.

“Non mi permetto di dare consigli anche perché non conosco la vicenda nello specifico e nel dettaglio. Certo è che è una vicenda scivolosa per il momento che stiamo vivendo. Le sproporzioni tra uno stipendio di un precario e quello di un consigliere regionale sono notevoli e quando le questione ha riguardato noi nel gruppo della Lombardia è stato difficile spiegare alcune situazioni, non tanto la mia personale, che era abbastanza banale, quanto il meccanismo.

“Vorrei che il Pd a livello nazionale promuovesse una grande campagna perché le leggi regionali che regolano i fondi a disposizione della politica vengano cambiate tutte insieme.

“L’altro giorno abbiamo visto un servizio televisivo su Cota in Piemonte, tra le mutande e il formaggio, cose veramente bizzarre. Penso che anche Francesca Barracciu, debba spiegare la situazione, ma il partito prenda una decisione alla svelta”.

A quanto ha riferito il quotidiano di Sassari Nuova Sardegna, Francesca Barracciu ha spiegato la sua posizione in una conferenza stampa, dopo essere stata a lungo interrogata dal pm Marco Cocco:

“I fondi contestati dal magistrato, 33mila euro nella passata legislatura, sono stati spesi per rimborsi chilometrici non per la benzina come erroneamente è stato scritto. Nel 2004 ero stata eletta nel listino regionale e dunque la mia attività era radicata in tutta la Sardegna. Non ho mai utilizzato quei soldi per spese voluttuarie o personali”.

Barracciu sostiene di avere “ho chiarito tutto” con il pm Cocco:

“Ho presentato una memoria difensiva dettagliata, elencato incontri, convegni e appuntamenti ai quali ho preso parte e dimostrato di aver speso più dei 33 mila euro contestati. Quella passata è stata una legislatura particolarmente intensa, ho girato in lungo e in largo tutta l’isola com’era mio dovere fare, come, anzi, era dovere di tutti i consiglieri, e io lo facevo ogni fine settimana con la mia Peugeot 407 2000 diesel: di questo ho parlato con il magistrato.

“In quello stesso periodo ero sindaco di Sorgono, e voglio ricordare di aver rinunciato all’indennità da sindaco destinandola alla mia comunità, visto che già percepivo quella da consigliere regionale. Non ho mai preso doppio stipendio nei mesi in cui ero in carica come consigliere regionale e come europarlamentare e non ho mai toccato un euro dei fondi a disposizione per il mio ruolo di parlamentare europeo: questo è il mio rapporto con i fondi pubblici.

“I soldi sul mio conto sono transitati dopo e non prima”

Ha detto ancora Francesca Barracciu, esortando chi continua sul web a

“fare i conti della serva” , ad informarsi guardando “le tabelle dell’Aci”.

A quanto si apprende, per il pm Marco Cocco qualcosa non torna: se si tratta di rimborsi, ha scritto la Nuova Sardegna, perché

“tutti i consiglieri indagati per peculato hanno speso la stessa identica cifra, ovvero poco più di 33mila euro?”

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