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«La Sardegna è sotto sequestro da parte delle compagnie aeree». Non usa mezze parole il deputato di Unidos, Mauro Pili per esprimere un giudizio netto e decisamente critico nei confronti dei vettori che operano nell'isola. Nel centro del mirino, però, non ci sono solo le compagnie aeree che «fanno gli affari loro sulla testa dei sardi», ma anche il Governo e la Regione.

 «L'Isola sotto sequestro»

«Hanno vergognosamente ceduto alle richieste di Alitalia», attacca il leader di Unidos, «con la palese accettazione del ricatto sin dal bando sulla continuità territoriale». L'ATTACCO Mauro Pili, candidato alla presidenza della Regione con Unidos, recrimina sull'atteggiamento del Governo e dell'amministrazione regionale perché «hanno fatto finta di applicare la tariffa unica che io ho proposto e fatto approvare in Parlamento, ma in realtà l'hanno ridotta a nove mesi e hanno cancellato tanti di quei voli da fare diventare la continuità territoriale una farsa». L'idea è che sia stato fatto il gioco delle compagnie che «hanno chiesto e ottenuto di fare meno voli rispetto al passato e di limitare la tariffa unica per soli nove mesi all'anno». Critiche anche sui bandi predisposti dalla Regione perché secondo Pili «sono stati scritti solo in funzione delle compagnie aeree che percepiscono ingiustificate compensazioni e impongono le proprie regole». Dito puntato sulla Giunta che da mesi «è senza assessore dei Trasporti e questa condizione è la fotografia più evidente dell'incapacità a governare un settore vitale per l'isola», sottolinea Mauro Pili. I DISAGI Il periodo festivo, ancora nel vivo, ha evidenziato la criticità dei collegamenti aerei da e per la Sardegna, «evidente dimostrazione di come sia fallimentare tutta la politica dei trasporti da parte di Stato e Regione che non hanno previsto nuovi voli a fine anno», attacca Pili. A fare le spese sono stati emigrati e turisti, «costretti a rinunciare a venire in Sardegna». Nella protesta del leader di Unidos c'è la volontà di sapere chi «ha dimenticato di chiedere l'ampliamento delle tratte per la fine dell'anno». Poi, la lente finisce sulle compagnie che Pili definisce «pirati dell'aria che pensano di utilizzare la Sardegna solo come un bancomat senza dover far niente per attrarre turisti e migliorare il servizio di continuità territoriale». LA DENUNCIA Dopo le parole i fatti: Mauro Pili denuncerà alle Procure di Cagliari, Milano e Roma la situazione perché «si tratta di interruzione di pubblico servizio e questo atteggiamento non deve restare impunito». Infine, arriva l'ultima stoccata al vetriolo nei confronti dei maggiori indiziati, almeno secondo il parere di Pili, di questa situazione: «Non è tollerabile il silenzio delle istituzioni e delle forze politiche, da sempre braccio vigliacco delle compagnie aeree». Matteo Sau

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