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Siria, Vaticano: ''Rischio guerra mondiale''. Mosca: ''Prove Usa non ci convincono''

Papa Francesco

Mosca - (Adnkronos/Ign) - Il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov scettico sulle prove fornite dagli Stati Uniti sull'uso di armi chimiche da parte di Assad: "Gas sarin può essere utilizzato anche dai ribelli". Il ministro della Difesa, Mauro: ''Pausa di riflessione non può far che bene''. Tweet del Papa: ''Mai più la guerra''. Damasco esulta per la decisione di Obama di rinviare l'attacco in attesa dell'ok del Congresso. Luttwak: "Obama spera in 'no' del Congresso". Appello del Papa: mai più guerra. Il 7 settembre una giornata di digiunoe preghiera. Francia: "Non agiremo da soli". Per rapporto ispettori Onu serviranno almeno 3 settimane.

 

Mosca, 2 set. (Adnkronos/Ign) - No alla guerra in Siria. Il Vaticano ribadisce la sua contrarietà all'ipotesi di un attacco militare a Damasco nel giorno in cui Mosca esplicita tutto il suo scetticismo sulle prove americane riguardo l'uso di gas da parte del regime di Bashar al Assad.


Le prove dell'utilizzo di armi chimiche in Siria fornite alla Russia dagli Stati Uniti non sono tangibili e non convincono Mosca, ha detto il ministro degli Esteri russo, Sergei Lavrov, citato dall'agenzia di stampa Interfax. La Russia ha chiesto nuovamente che gli Usa presentino delle prove che il regime di Bashar al-Assad ha utilizzato armi chimiche contro i civili. "Washington ci ha consegnato del materiale, ma non contiene nulla di preciso su chi ha raccolto le prove e dove", ha detto Lavrov da Mosca. "Quando abbiamo chiesto ulteriori dettagli - ha aggiunto il capo della diplomazia russa citato dall'Interfax - i nostri partner americani ci hanno risposto che erano segreti. Questo non ci convince. Così non è possibile una cooperazione". "Il gas sarin citato dal segretario di stato americano John Kerry - ha affermato il presidente della commissione esteri della Duma di stato russa, Alexei Pushkov - puo' essere utilizzato anche dai ribelli". Nel frattempo, dal porto della flotta russa del Mar Nero a Sebastopoli e' salpata una nave militare. Secondo fonti della Marina sarebbe diretta alla base russa del porto siriano di Tartus. Dall'Italia il ministro della Difesa Mario Mauro plaude alla decisione del presidente Obama di rinviare l'attacco in attesa del via libera del Congresso, ''una pausa di riflessione che non può far che bene'' a tutti. "Credo che siamo tutti chiamati ad alimentare la speranza di una soluzione politica", ha detto il ministro della Difesa, Mario Mauro, parlando con i cronisti, a margine del 39esimo Congresso della commissione internazionale di storia militare a Torino. "Credo che lo abbia fatto il parlamento inglese, assumendosi la responsabilità di un voto che va in questa direzione - ha aggiunto - e ancor più lo ha fatto il presidente americano che, nonostante abbia prerogative chiare rispetto alla possibilità di impegnare in un intervento armato il proprio paese, ha preferito rimettersi nel dialogo con il congresso all'eventualità di altre opportunita'". "Credo quindi che ci sia in corso una sorta di contagio di ragionevolezza, che non può fare che bene alla comunità internazionale, fermo restando che l'utilizzo di armi chimiche rimane un crimine gravissimo contro l'umanita'". Secondo il ministro la politica ha il compito "di sperimentare prima e senza dubbi e con forte determinazione, un'opportunita' di convivenza civile per i popoli". "Mai più la guerra! Mai più la guerra!", ha twittato oggi Papa Bergoglio dal suo account @Pontifex, all'indomani della proclamazione per il 7 settembre una giornata di digiuno e preghiera per la pace in Siria, in Medio Oriente e nel mondo. Il no del Vaticano all'attacco militare in Siria è netto. "La via di soluzione dei problemi della Siria non può essere quella dell'intervento armato: il conflitto contiene tutti gli ingredienti per esplodere in una guerra di dimensioni mondiali e, in ogni caso, nessuno uscirebbe indenne da un conflitto e da un'esperienza di violenza", avverte monsignor Mario Toso, segretario del Pontificio Consiglio 'Giustizia e Pace', intervistato da Radio vaticana. "Non è mai l'uso della violenza che porta alla pace: la guerra chiama guerra -sottolinea monsignor Toso, riprendendo le parole del Pontefice. Per l'esponente del Vaticano, "c'è il rischio che la situazione di violenza deflagri e dalla Siria si estenda anche ad altri Paesi''. Insomma ''occorre cambiare strada , occorre imboccare senza indugio la via dell'incontro e del dialogo che sono possibili sulla base del rispetto reciproco e dell'amore. Al potere ideologico della violenza che annienta l'avversario va sostituito il potere dell'amore che sollecita alla cura di cio' che e' comune".

 

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