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Così il Fisco spierà il conto corrente - I dati delle banche all'Agenzia Entrate
Fisco

Telecamere del Grande fratello fiscale puntate sui conti correnti.

Scade infatti il termine entro cui banche e intermediari finanziari devono inviare all'agenzia delle Entrate le informazioni sui saldi iniziali e finali e sul totale di accrediti e uscite per gli invii relativi al 2011 (per il 2012 il termine ultimo è il 31 marzo). La “fase 2” dovrà poi portare a selezionare i soggetti da controllare alla luce delle anomalie rilevate. Ecco come.

Lo Stato punta a intrappolare gli evasori con quello che forse è lo strumento più temuto: i controlli nascosti e incrociati, tanto sofisticati da valere più delle incursioni a Cortina, Courmayeur e Sanremo e dei blitz estivi in Costa Smeralda. Da domani scattano i controlli di quella che è stata battezzata come la SuperAnagrafe tributaria. Si tratta di una rivoluzione perché fino a questo momento l'accesso ai conti era possibile solo con l'autorizzazione da parte della magistratura.

COSA SUCCEDE - I conti correnti saranno passati al raggi X a caccia di anomalie ma non saranno trasmessi i dati dei singoli movimenti effettuati. Interessano invece le informazioni sul saldo a inizio e fine anno e sul totale complessivo dei movimenti in entrata e in uscita.

Una volta arrivati i dati inizia la “fase 2” che dovrà portare all'elaborazione delle liste selettive dei contribuenti da controllare. Ma per puntare i fari sui contribuenti dovrebbe essere necessario un ulteriore passaggio: l'incrocio dei dati finanziari con le informazioni fiscali e patrimoniali presenti in Anagrafe tributaria. Da qui si arriverebbe agli elenchi definitivi che sarebbero poi inviati agli uffici locali dell’Agenzia delle Entrate per i controlli veri e propri. I contribuenti "scelti" e indicati negli elenchi trasmessi con l'analisi di rischio potranno essere controllati con l'accertamento sintetico dei redditi (quello che più comunemente è conosciuto come redditometro) ma anche con altre modalità.

Anche il 2012 sarà sottoposto a controlli: banche e intermediari finanziari invieranno i dati entro il 31 marzo 2014. In seguito gli istituti bancari provvederanno a una sola trasmissione annuale entro il 20 aprile dell'anno successivo a quello esaminato.

REDDITOMETRO IN ARRIVO - E proprio il redditometro è ormai sulla rampa di lancio. La direttiva per l'entrata in vigore del nuovo strumento di lotta all'evasione fiscale arriverà infatti a breve. E da allora partiranno le lettere ai "sospettati" di evasione. Ma appunto, senza esagerare. "Ci limiteremo ai casi più eclatanti", ha assicurato ieri il numero uno delle Entrate, Attilio Befera. L'Agenzia si impegnerà cioè a fare "una preselezione" per cogliere il più possibile nel segno ed evitare errori. Il meccanismo si basa su un doppio contraddittorio e prevede che il cittadino sia chiamato ad un primo confronto se, in base alla banca dati di cui l'Agenzia dispone, il gap tra il reddito e le spese certe sostenute supera almeno il 20%. Il contribuente si presenterà all'ufficio competente e, se potrà dimostrare che le spese eccedenti sono state sostenute con disponibilità economiche non conosciute al fisco (vincite al lotto o redditi tassati alla fonte, come per esempio i Bot), la procedura si chiuderà automaticamente, senza entrare nella fase vera e propria del controllo. Se invece le spiegazioni non saranno ritenute sufficienti, si andrà ad un secondo incontro. Anche in questa fase il contribuente potrà sempre dimostrare con dichiarazioni fattuali che le spese sospette sono in qualche modo giustificabili. Ma se così non fosse, l'Agenzia potrà procedere ad un accertamento per importo inferiore o al controllo vero e proprio, con l'accertamento sintetico.

Un esame approfondito da parte dell'Autorità della Privacy, che ha allungato un po’ i tempi dell'entrata in vigore del nuovo strumento, ha recentemente fornito suggerimenti e spunti che, secondo lo stesso Befera, "comporteranno un miglioramento della qualità e probabilmente anche una diminuzione del contenzioso" tra cittadini e fisco. Proprio per adeguare il redditometro alle indicazioni del Garante dei dati personali, è stato infatti praticamente "sterilizzato" il decreto ministeriale che indicava le medie Istat come riferimenti di confronto per le spese sostenute dai contribuenti. Nell'accertamento fiscale, come spiegato dal direttore pochi giorni fa in un'audizione in Parlamento, verranno infatti considerate esclusivamente le spese certe e il reddito medio comparato, perché prendere in considerazione la spesa media Istat sarebbe stata "un'ingerenza ingiustificata". Il fisco si baserà dunque sull'ammontare delle spese sostenute, quelle certe, e appunto sul reddito dichiarato.
Fonte Articolo:unionesarda.it

 

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