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Prime nozze gay,l’ira di Bagnasco
Duro commento da parte del Cardinale riguardo alla celebrazione in Francia del primo matrimonio tra due persone omosessuali

Genova - «È un vulnus grave alla famiglia»: così l’arcivescovo di Genova e presidente della Cei, cardinale Angelo Bagnasco, a margine di un incontro a Genova, ha commentato il primo matrimonio riconosciuto da un Comune in Francia a una coppia omosessuale. «I diritti individuali - ha tenuto a sottolineare il capo dei vescovi italiani rispondendo a una domanda - sono già assicurati dal diritto civile».

«La famiglia - ha sottolineato il cardinale Bagnasco parlando con i giornalisti - ovunque nel mondo è il presidio dell’umano dove i bambini, le nuove generazioni, vengono non solo concepite e generate ma educate, come è diritto e dovere primario e fondamentale dei genitori». La famiglia per Bagnasco è «un papà e una mamma che, nella loro completezza di personalità danno ai propri figli un’educazione integrale nella libertà di ciascuno».

Quanto al riconoscimento giuridico delle coppie di fatto, sia esse etero o omosessuali, Bagnasco ha ribadito il punto di vista dei vescovi: «L’assicurazione circa i bisogni, i desiderata, i diritti individuali sono già assicurati dal diritto civile, senza la necessità di creare un nuovo soggetto di diritto».

Bagnasco, a margine di un’iniziativa pubblica al Museo Diocesano, ha anche commentato le ultime vicende legate alla violenza sulla donne e in particolare sul femminicidio, ma anche la violenza virtuale via Facebook che spesso coinvolge adolescenti: «È una tragedia», un «comportamento inaccettabile e assolutamente deprecabile, frutto della diseducazione e di una cultura che sempre più esalta le emozioni, crea sensazioni forti, che a un certo momento prendono il sopravvento sulla ragione».

Alla richiesta di un commento sulle contestazioni nei suoi confronti durante i funerali di don Andrea Gallo, durante i quali lui somministrò la comunione, tra gli altri, a Vladimir Luxuria (video), Bagnasco ha risposto: «Sono già stati fatti tanti commenti, mi pare che non sia il caso di ritornarci sopra».

Durante i funerali del prete di strada genovese, celebrati sabato scorso, il cardinale Bagnasco era stato interrotto nel corso della sua omelia (video) poco dopo aver ricordato che don Andrea considerava il cardinale Giuseppe Siri «un padre e un benefattore».

Le parole del cardinale sui matrimoni gay, non piacciono al deputato di Sel Alessandro Zan che rapidamente replica: «In un momento in cui anche le cronache ci dicono che molti giovani sono vittime di discriminazioni, le parole del cardinal Bagnasco rischiano di alimentare omofobia». Secondo Zan, «il matrimonio gay non è un vulnus per la famiglia, ma l’affermazione di un diritto. Le famiglie gay esistono già, peccato che la legge italiana non le riconosca, anche a causa di una persistente influenza delle gerarchie vaticane».

Alle parole di Zan hanno fatto seguito quelle del presidente di Gaynet, Franco Grillini: «Quando parlano certi vescovi come Bagnasco vien da chiedersi: “ma dove vive?”. Indicare i matrimoni gay come vulnus per la famiglia significa vivere in un mondo virtuale o in un’epoca che non esiste più. La vera violenza alle famiglie, la vera emergenza, che forse è sfuggita all’esimio cardinale, è rappresentata da quel maschilismo criminale che ogni giorno ammazza una donna o un bambino».

Il “oui” di Montpellier (video) fa discutere non solo in Italia, ma in Europa. In Francia la destra, dopo il suicidio a Notre Dame dell’intellettuale Dominique Venner, ha dichiarato la propria ostilità al punto da promuovere manifestazioni di piazza. In Turchia è scontro aperto fra il principale partito di opposizione, il Chp, e il partito islamico Akp del premier Recep Tayyip Erdogan.

In Gran Bretagna, invece, il vescovo di Salisbury, Nicholas Holtam, ha invitato a «ripensare l’interpretazione delle sacre scritture alla luce del nuovo atteggiamento della società nei confronti dell’omosessualità». Mentre in Serbia il Santo Sinodo della Chiesa ortodossa ha sospeso dall’esercizio religioso Vasilije Kaciavenda, 75 anni, arcivescovo ortodosso omosessuale al centro di ripetute vicende giudicate “scabrose”.

La violenza sulle donne, il femminicidio, così come quella virtuale via Facebook che spesso coinvolge adolescenti, per il presidente della Cei Angelo Bagnasco «è una tragedia», un «comportamento inaccettabile e assolutamente deprecabile, frutto della diseducazione e di una cultura che sempre più esalta le emozioni, crea sensazioni forti, che a un certo momento prendono il sopravvento sulla ragione».
FONTE:http://www.ilsecoloxix.it/

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