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Cinque indagati da Procura Cagliari

Caritas possibile parte lesa nello scandalo dei vestiti destinati ai poveri ma dirottati verso i mercatini dell'usato in Italia e all'estero, che ieri ha portato al sequestro nel porto di Cagliari di un tir diretto a Napoli con un carico di decine di tonnellate di indumenti. Le indagini della Forestale, coordinate dalla Dda del capoluogo sardo, hanno infatti imboccato anche la pista di un utilizzo illecito del logo Caritas per poter riciclare gli abiti.

Caritas

Complessivamente sono cinque gli indagati per traffico di rifiuti e truffa in concorso. Nel registro del pm Guido Pani sono finiti Andrea Nicolotti, referente dei servizi di approvvigionamento e logistica della Caritas di via Po a Cagliari; Giampiero Cesarini e la moglie Rosa Contiello, coniugi di origine campana ma da tempo residenti in Sardegna dove si occupano del recupero di abiti usati; l'imprenditore Guido Afflitto, titolare di un'azienda per il riciclo del vestiario nell'Isola; infine Tonino Marras, di Casoria (Napoli), anche lui attivo nel campo del recupero di vecchio abbigliamento. Estranea alla truffa, finora, la ditta di trasporti "Logistica Villano", proprietaria del tir sequestrato.

Al centro dell'inchiesta, partita alcuni mesi fa da un esposto anonimo, il recupero di tonnellate di vestiti raccolti per la Caritas ma mai arrivati ai poveri. Sarebbero, infatti, finiti in mano a società che li vendevano nei mercati della Penisola ma anche in Africa. In caso di beneficienza, la normativa non prevede alcuna restrizione: la Caritas raccoglie gli indumenti, li seleziona e li dona ai bisognosi senza ulteriori passaggi. Ma se questi stessi indumenti vengono messi in vendita, si applicano le leggi sullo smaltimento dei rifiuti, trattandosi appunto di abiti usati. Ed è in questa procedura che sono emerse le irregolarità contestate dalla Procura ai cinque indagati.

"Il mio assistito è estraneo ai fatti, lo dimostreremo il prima possibile. Confidiamo e abbiamo fiducia nella magistratura", dice all'ANSA l'avvocato Marco Scano, che tutela Andrea Nicolotti. Si chiama fuori anche Guido Afflitto. "Non capisco - sottolinea parlando al telefono con l'ANSA - cosa centriamo noi. Il nostro contatto con il centro di smistamento di via Po risale a luglio. Siamo andati a ritirare circa mille chili di indument, perchè siamo regolarmente iscritti all'albo smaltitori". L'imprenditore racconta poi di aver ricevuto una proposta dai coniugi campani per proseguire in modo sistematico il lavoro con la Caritas. "Per farlo - spiega - ho chiesto documenti ufficiali, che però non sono mai arrivati. E non se n'è fatto più nulla. Queste stesse persone - aggiunge Afflitto - le ho ritrovate a una gara d'appalto per il ritiro degli abiti usati per alcuni comuni della Sardegna".
   

CARITAS SOSPENDE RACCOLTA INDUMENTI - La Caritas di Cagliari sospende la raccolta di indumenti. È la decisione presa dall'associazione all'indomani del sequestro, nel porto del capoluogo, di un tir carico di vestiti che anziché ai poveri sarebbero finiti a Napoli e poi venduti nei mercatini dell'usato in Italia e in Africa.

"Allo scopo di tutelare i propri assistiti, i donatori e se stessa, la Caritas diocesana di Cagliari sospende immediatamente ogni attività di raccolta di indumenti sino a che non venga fatta luce su questa vicenda - spiegano i responsabili - Tutte le Caritas da sempre, tra le loro attività in favore dei poveri, promuovono la raccolta e la ridistribuzione di abiti usati. Alla finalità caritativa si associa anche quella educativa al fine di combattere lo spreco e sensibilizzare al riutilizzo dei beni".

Nel confermare "la sua fiducia nei riguardi di tutti i suoi operatori" e nel ribadire "la propria disponibilità alla magistratura", l'associazione si augura "che venga fatta al più presto chiarezza, soprattutto nell'interesse primario dei tanti assistiti che potrebbero essere penalizzati dall'eccessivo clamore".

FONTE ARTICOLO: ANSA.IT

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