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l premier e il segretario del Pdl a confronto sulla possibile crisi di governo per la sentenza che condanna Berlusconi.

Letta

E' iniziato alle 18,20 e si è concluso poco dopo le 21 il vertice a Palazzo Chigi tra il premier Enrico Letta e il suo vice oltre che segretario del Pdl Angelino Alfano. Nel corso dell'incontro, durato circa tre ore, e che fonti Palazzo Chigi definiscono «duro» i due si sono confrontati faccia a faccia allo scopo di evitare una crisi di governo da più parti data ormai come inevitabile. Il 9 settembre la giunta per le autorizzazioni del Senato dovrebbe esprimersi sulla decadenza da senatore di Silvio Berlusconi, a seguito della conferma della condanna per frode fiscale arrivata a fine luglio dalla Cassazione. Ma il Pdl ha fatto sapere di volere subito una risposta chiara dal Pd circa la linea che sarà tenuta dal centrosinistra. In caso di chiusure di fronte ad ogni ipotesi di salvataggio del Cavaliere, i pidiellini sono pronti a staccare la spina dell'esecutivo.

ALFANO - Il segretario del Pdl ha fatto presente a Letta che non è possibile che un partito resti dentro la coalizione se l'altro partito della coalizione fa decadere il leader del partito alleato per un atteggiamento pregiudiziale. Alfano, spiegano fonti Pdl, ha sottolineato l'atteggiamento pregiudiziale del Pd che non tiene conto del parere di illustri giuristi che esprimono dubbi sulla retroattività della legge Severino. Il Pdl, avrebbe detto Alfano, non ha intenzione di far cadere il governo, che ha fortemente voluto nell'interesse del Paese, ma come ricordato prima, non va bene a questo fine l'atteggiamento pregiudiziale del Pd.

IMU - Il faccia a faccia tra Enrico Letta ed Alfano ha segnato invece significativi «passi avanti» verso l'intesa sulla riforma dell'Imu che dovrebbe approdare in consiglio dei ministri il 28 agosto.

EPIFANI - Sul futuro del governo è intervenuto anche il segretario del Pd Guglielmo Epifani che ha spiegato: «Speriamo che nessuno voglia assumersi la responsabilità del tanto peggio tanto meglio. Questo perchè è davvero qualcosa che va non solo contro gli interessi del Paese ma di quella parte del Paese che ha pagato più prezzi di tutti. Sarebbe paradossale se dopo avere perso il lavoro, visto aziende chiudere, giovani che non trovano lavoro, si apra una crisi al buio in queste condizioni».

«SERVE RESPONSABILITA'» - Della questione Berlusconi il premier Letta aveva parlato nel corso della conferenza stampa congiunta con il cancelliere austriaco Werner Faymann, al termine di un incontro bilaterale. «Confido nella responsabilità di tutti» aveva detto il il presidente del Consiglio, Enrico Letta, rispondendo a una domanda sulla stabilità del governo. Le parole del premier erano arrivate dopo l'ultimatum di Berlusconi e ribadiscono quanto il premier aveva detto martedì nel corso di un'intervista alla tv austriaca. E proprio da Faymann arriva un endorsement fortissimo al premier italiano: «Ho conosciuto Silvio Berlusconi e non ho mai pensato che sia un garante della stabilità - ha detto il numero uno del governo di Vienna -, per cui sono contento di aver incontrato il presidente Letta che sta andando nella giusta direzione».

LUNGIMIRANZA E RESPONSABILITÀ- «Il nostro Paese ha davanti grandi possibilità - ha detto in ogni caso Letta nel suo intervento austriaco-, confido nella lungimiranza e la responsabilità di tutti. Da parte mia c'è e penso che anche gli altri avranno la stessa sensibilità. Sarebbe paradossale se l'Italia, che ha tenuto duro durante la crisi ora che si possono cogliere i frutti della ripresa e cominciamo a vedere la terra promessa finisse per avvitarsi in questioni di politica interna. Cedo che queste difficoltà siano superabili».

ECONOMIA E EUROPA- Nel corso della conferenza stampa il premier italiano e il cancelliere austriaco hanno però affrontato, in primis, i temi legati all'economia e all'Europa. «Il semestre di presidenza è un grande appuntamento per l'Italia e l'Europa: rappresenta un'opportunità per l'Europa di fare passi avanti - ha detto Letta . Il 2014 sarà l'anno dell'Europa, con le elezioni, le nuove cariche e le nuove leadership. Ovviamente - ha continuato - il passo avanti sulle altre Unioni passa attraverso le Unioni del 2014». Insomma, ha affermato Letta, il 2014 «sarà un anno storico». Quando «l'Italia ha guidato il semestre europeo - ha ricordato - sono sempre successe cose fondamentali per l'Europa».

Fonte Articolo:http://corriere.it

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